lente-dingrandimento

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a cura di Sara Alaimo

Premesso che secondo me in questa epoca fareste meglio a cercare in tutti quegli ambiti dove si può lavorare privatamente, magari in appoggio ad altri professionisti (dietologi, medici di medicina estetica, centri per la procreazione assistita – dove peraltro la valutazione psicologica è obbligatoria – ), voglio dare comunque qualche consiglio a chi vuole cercare di entrare nelle graduatorie dei servizi pubblici:

  • Non guardare solo la Gazzetta Ufficiale (GU).
    In GU ci vanno i concorsi, per gli incarichi è necessario controllare tutti gli albi pretori delle varie aziende pubbliche. Tieni conto che per gli incarichi non c’è l’obbligo di pubblicare per un mese, quindi, per evitare di essere sommersi da una quantità ingestibile di domande, non vengono aggiornati frequentemente.
  • Ripetete le ricerche periodicamente.
    Portali di ricerca come “jobrapido” sono pensati per un altro tipo di professioni e intercettano con difficoltà i bandi per psicologi. E’ preferibile cercare autonomamente su google 2-3 parole chiave.
  • Controlla gli elenchi di professionisti degli enti.
    Alcuni enti pubblici, tipo le province, hanno degli elenchi di professionisti che vengono rinnovati annualmente, bisogna tenerli d’occhio.

Se decidi di candidarti per un incarico, informati sul servizio: cerca la carta dei servizi (puoi reperirla online sul sito del servizio), studia sul sito come ha funzionato il servizio negli anni precedenti.

Arrivate preparati ma non inventate. Non pensate che sia impossibile, anche se è difficile.

EVITA DI CANDIDARTI SE NON HAI I REQUISITI RICHIESTI DAI BANDI PUBBLICI.
Il criterio per cui “male che vada mi cestinano loro” non è un buon criterio.
Inondare l’ufficio concorsi di un ente con domande inutili serve solo a far slittare selezioni, spesso a perdere finanziamenti.
Inoltre non è tanto professionale proporsi in modo aspecifico e senza possedere i requisiti.

Comments

  1. Pingback: Cercare un impiego in un ente pubblico: suggerimenti - DiventarePsicologo

  2. Valentina Caputi

    Buon pomeriggio,
    sono la dott.ssa Caputi Valentina sono iscritta da quasi 2 anni all’Albo A dell’Ordine dell’Abruzzo.
    Conosco la dott.ssa Moscarella per un Corso di Psicodiagnosi tenutosi a Pescara.
    Leggevo questo post e seguendo i consigli qui riportati vorrei avvicinarmi alla professione partento da Enti Privati ad es. Cliniche o da Altri Professionisti.
    Ma in ambo i casi dovrei avere la P. IVA?
    Se riuscissi ad inserirmi dove trovo suggerimenti su come portare avanti la professione Burocraticamente ( legge sulla privacy, catalogazione delle cartelle dei pazienti e cosa’altro?)
    Queste domande mi bloccano nel cercare lavoro, potete essermi d’aiuto?
    Attendo cortese risposta. Grazie

    1. Ada Moscarella Article Author

      Ciao Valentina, perdona il ritardo nella risposta.
      Per quanto riguarda la partita IVA, devi considerare che a meno di assunzioni presso una clinica o un ente, quella che si configura con più probabilità, è una collaborazione, pertanto necessiteresti della partita iva per poter fatturare il lavoro che esegui.
      Per quanto riguarda la burocrazia, ho scritto un post sul mio blog proprio qualche settimana fa, puoi scaricare tutti i moduli che ti servono:
      https://senzacamice.wordpress.com/2017/09/18/preventivo-obbligatorio-psicologi/

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